Vestizione di S.Jacopo

Vestizione di San JacopoLa vestizione di San Jacopo è stata sempre curata dal Comune di Pistoia in seguito al Decreto di Riforma della “Comunità civica di Pistoia” emanato nel 1777 da Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana, in quanto sanciva la cooperazione diretta fra Comune e Ordine ecclesiastico riguardo al Patrimonio dell’Opera di San Jacopo di Pistoia.

L’ultimo testimone della vestizione ad opera del Comune è Rolando Margelli, oggi ultra-ottantenne, ex dipendente del Cantiere Fabbricati, che per alcuni decenni, fino al 1978, ha vestito il Santo, salendo per la scala a chiocciola posta alla sinistra dell’altare, che porta direttamente alla statua.

Rolando Margelli, durante questa cerimonia fu ripreso anche dalla RAI, nel 1963 per una delle puntate di “Cronache Italiane”.

Da alcuni anni alla vestizione collabora il Corpo dei Vigili del Fuoco. Due pompieri salgono sull’autoscala fino alla base della cuspide della facciata del Duomo e posano il mantello sulla statua del Santo.

Tale cerimonia avviene in una cornice che si riallaccia a tradizioni passate come quella di decorare la facciata del Duomo con fiori, frutta, verdura, tralci di vite, ramoscelli di melo, uva e mele.
Questa usanza risale a molto tempo fa, quando alla fine del mese di luglio i pistoiesi erano soliti chiamare l’uva bianca e le mele mature “uva sajacopa” e “mele sajacope” in onore del Santo, in quanto “autorizzava” la raccolta dei frutti.

Tali decorazioni ricordano gli addobbi sacri usati dai Della Robbia durante il Rinascimento.
Ogni anno la vestizione è accompagnata da un Concerto nella Cattedrale in onore del Patrono.
Il mantello usato per il rito della vestizione di San Jacopo ha assunto un’accezione simbolica, rappresentando l’emblema di riconciliazione tra campagna e città, due mondi differenti e, in passato, in duro conflitto tra loro, nonché, attraverso il colore rosso, simbolo del martirio e della festa, la fusione tra il mondo laico e il mondo ecclesiastico.

In passato sotto la loggia della Cattedrale veniva costruito un altare in legno in modo che la gente impedita ad entrare poteva comunque assistere alla Messa.
Per proteggere i fedeli dal sole si stendeva sopra la piazza un enorme panno dipinto a scacchi e nicchi (conchiglie di San Jacopo). Per tutta la durata dei festeggiamenti in onore del Santo il tesoro di San Jacopo si esponeva ai fedeli sull’altare della Cappella.

Il mantello rimane sulle spalle del Santo Patrono per tutta la durata della Giostra dell’Orso.

Durante la vestizione fanno da contorno figuranti e personaggi storici nei costumi tradizionali, quali rappresentanti del Potestà, insieme agli “operai di San Jacopo” che erano i Rettori, depositari del culto del Santo Patrono. Suonatori di chiarine e tamburi si occupano della colonna sonora della cerimonia, in rappresentanza del Comitato cittadino Giostra dell’Orso.

Dal 2004 si è posto un sincronismo tra:

  • COMUNE DI PISTOIA
  • VESCOVADO
  • VIGILI DEL FUOCO
  • COMITATO CITTADINO

Per questa ragione la Cerimonia della vestizione, oltre ad avere un proprio protocollo ben definito, si tiene sempre il 21 luglio alle 18:30.